Diario di viaggio di una mente malata
Avventura fra attimi di lucida follia e frammenti di ottimismo cosmico
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Nome: Fabio
23enne studente in scienze internazionali e diplomatiche, nuotatore, rocker, giocatore incallito di hattrick e PES 5, inviato speciale per punkwave.it
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Sta sera sono riuscito a coniare (INVOLONTARIAMENTE) il più mirabolante doppio senso di tutta la mia vita. Il tutto si è svolto nell'atrio della piscina di Arenzano nel quale si trovava un discreto numero di persone che hanno potuto godere di questa perla di spontaneità... anche se probabilmente non la hanno capita ancora ora e penseranno che le brutte voci su quel giovanotto crevarese non sono infondate.
La storia comunque è la seguente: terminata la lezione e deciso a farmi una nuotata rilassante ho iniziato la celebre vestizione del nuotatore (costume, cuffia, ciabatte, occhialini) salvo accorgermi che gli occhialini li avevo lasciato a casa. Messo l'asciugamano intorno alla vita, il chè fa molto Johnny Weissmuller, ho cercato il bagnino che mi ha dato le chiavi del suo armadietto. Codesto armadietto è una sorta di borsa di Mary Poppins, dentro c'è di tutto, anche il cerchietto per i capelli che avevate perso in settimana bianca. Ma non divaghiamo. Ho preso il paio di occhialini più professionali che c'erano dopodichè sono andato nell'atrio a riportare le chiavi al bay watcher arenzanese. A lui rivolto ho quindi esclamato in modo molto sciallato la celebre frase:
"Erano quasi due anni che non montavo un paio di svedesi".
Imperturbabile perchè inconscio di quello che avevo detto, ho notato un repentino abbassamento della temperatura, facce fra il curioso e l'imbarazzato che mi scrutavano, una strana sensazione di essere io la causa di quelle reazioni. Al chè mi sono guardato il costume... a volte capita che nel cambiarsi velocemente resti una gonade di fuori. Nada, nel vano gioielleria tutto ok. Al chè ho ripercorso mentalmente le mie ultime azioni, si è accesa la lampadina e ho capito che la frase da me pronunciata poteva essere facilmente (e maliziosamente
) fraintendibile. Per giustificare la mia affermazione, dopo pochi secondi durati millenni, ho corretto:
"....intendevo dire gli occhialini".
Visto che gli sguardi interrogativi continuavano a seguirmi e che il bagnino si stava rotolando dalle risate per terra ho capito che era meglio andare a nuotare.
Spiegazione:
gli occhialini svedesi sono notoriamente quelli utilizzati dai nuotatori professional. Hanno una forma essenziale, non sono muniti di gomma per cui fanno venire il callo alle occhiaie e le due lenti sono tenute insieme da un cordino che solo i veterani sanno regolare ad hoc.
Morale:
per montarvi un paio di svedesi non è necessario che andiate in Erasmus a Stoccolma o in discoteca a Rimini d'estate, basta fare un salto da "Emozioni Sport" davanti alla stazione di Voltri 

Olè, visto che Lupin ha messo in evidenza sul suo blog pacchianissimo non potevo lasciare queste pagine dis-aggiornate da più di un mese. Un mese ricco di soddisfazioni sportive perchè il mondiale di Raikkonen all'ultimo GP targato NEMESI è stato godurioso quanto il goal di Grosso segnato ai crucchi al 118'. Unica cosa che mi è mancata è stato il non vedere la faccia di Ron Dennis subito dopo la fine del Gran Premio. Forse che anche lui si è dato allo sport di Tafazzi? 





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