Diario di viaggio di una mente malata
Avventura fra attimi di lucida follia e frammenti di ottimismo cosmico
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Nome: Fabio
23enne studente in scienze internazionali e diplomatiche, nuotatore, rocker, giocatore incallito di hattrick e PES 5, inviato speciale per punkwave.it
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Sensaziunale...
lo scrivente è della leva '84 e per chi ha vissuto la fase iniziale dell'adolescenza nel mio stesso periodo (fine anni '90) sarà stato tormentato quanto me da una delle più fetide boy band che abbiano mai impestato i canali audio del pianeta: gli N'Sync. Perchè riesumo una fase così tanto macabra di quel felice periodo di ormoni in subbuglio??
Perchè ho visto un simpatico film "Il mio grasso, grosso, matrimonio greco". Direte voi, "ma che cazzo c'entra?". C'entra eccome, cari amici. Un membro degli N'Sync, Joey Fatone, dopo aver capito che la musica stava a lui come una Ford Anglia sta a Micheal Schumacher ha deciso di darsi al cinema, con risultati non troppo confortanti. Nel succitato film fa qualche comparizione per un totale di 1-2 minuti al massimo di esclamazioni monosillabiche. Grande!!!!!
Parlando di temi musicali seri invece.... :-DDD Oltre che col mio gruppo (anzi, col mio gruppo e mezzo) sto dando un altro tipo di contributo al mondo della musica che piace a me. Ho iniziato a collaborare con www.punkwave.it ovvero una webzine molto completa che tratta la musica alternativa in tutte le sue varianti, dall'emo all'hardocre passando per ska e punk rock. Se volete curiosare cosa scrive Puccio in qualità di collaboratore visitate il sito... han già pubblicato due mie recensioni rispettivamente sui New Amsterdams e sui mitici Buzzcocks!
Esser ottimisti conviene. L'ottimismo è la fiducia nel futuro, il futuro è il resto della vita che ci resta da trascorrere, indi se ce lo immaginiamo buio e tempestoso tanto vale aprire la finestra e buttarsi giù (però bisogna essere almeno al 4° piano). Allo stesso tempo esser ottimisti non vuol dire aspettare la mano dal cielo che ci risolva tutti i problemi, ma darsi da fare con entusiasmo per far di tutto per migliorare il proprio presente e il proprio futuro.
Insomma, viva l'ottimismo, porca puttana!!!
ATTENZIONE!!!
Ho pensato di mettervi in guardia cosicché possiate evitare di rimanere vittime di questa incresciosa truffa.
Non so quanti di voi fanno spesa all´ESSELUNGA, ma questo avvertimento può tornarvi utile, mettendovi in guardia da un subdolo raggiro capitatomi mentre mi trovavo nel parcheggio davanti ad un negozio ESSELUNGA e che potrebbe capitare anche a voi.
Ecco come funziona la truffa: due bellissime ragazze sui 18 o 20 anni si avvicinano alla macchina mentre stai collocando nel baule i tuoi acquisti. Iniziano a pulirti il parabrezza con delle spugne, facendo quasi balzare fuori i seni dalle loro camicette strettissime, mentre lavorano.
Quando alla fine le ringrazi e offri loro una mancia, declinano i soldi e chiedono invece un passaggio fino all'ESSELUNGA dall´altra parte della città. Acconsenti, e salgono sul sedile posteriore. Mentre guidi, cominciano a lesbicare una con l´altra.
Quando poi arrivi al parcheggio dell´altra ESSELUNGA una di loro sale sul sedile anteriore e ti fa un ------- micidiale, mentre l´altra, a tua insaputa, ti ruba il portafoglio.
Con questo biasimevole sistema, mi hanno rubato il portafoglio martedì, mercoledì, due volte giovedì, ancora una volta sabato, poi ieri e, probabilmente, di nuovo stasera...
STATE ATTENTI!!!
Oggi è la festa della donna... e in data odierna parlando con un rappresentante del gentilsesso son stato colpito da una teoria che oso definire "illuminante". Secondo la ragazza in questione noi maschiacci ragioniamo secondo il sistema binario. Il modello "0 1" si concretizza con pensieri essenziali e concreti: "si" o "no", "va bene" o "va male", "che bello" o "che merda". Le ragazze utilizzano una forma più evoluta del sistema binario, 0 e 1 fan parte del loro pensiero, ma in mezzo ci son anche i decimi, i centesimi, i millesimi: "si" (che è raramente utilizzato) o "forse si" "quasi sicuramente si, ma non proprio del tutto" o "si ma consideralo un no" o "direi abbastanza di si" o "si al 71,234123%" e via dicendo....
La deduzione tratta dalla mia riflessione al riguardo è che un sistema più complesso è per forza sostenuto da un cervello più complesso, ma a volte ciò non si ripercuote in termini positivi nella realtà pratica della quotidianità. Una visuale più abbondante del rapporto causa/effetto e le relative soluzioni spesso creano default di sistema a cui il maggior retaggio del sistema cerebrale femminile non riesce a sopperire, nonostante la sua maggior efficenza.
In sintesi, per attraversare la strada non serve una Ferrari ;-)
Dopo quattro giorni passati a combattere la pigrizia eccomi qui sul mitttico blog a descrivere le mirabolanti sensazioni che ho provato al concerto degli Yellowcard lunedì sera a Milano! Yes, mirabolanti sensazioni perchè è stata veramente una bella serata.
Innanzitutto il concerto si è svolto al Rolling Stone, il locale non era molto ampio quindi si poteva godere di una certa "intimità" col palco.... inoltre io e i miei fieri compagni di avventura eravamo proprio dalle transenne indi ci siamo goduti lo spettacolo proprio dalla prima linea! Come gruppo spalla c'era una band milanese, i Bredford, che han scaldato la platea con del punk rock veloce e d'impatto. Show caratterizzato da urlacci e salti per il palco... nota positiva è stato lo sforzo di tentare di coinvolgere il pubblico per non passare come la solita band da usare come vittima sacrificale prima del fulcro dello spettacolo, sforzo e performance riuscite abbastanza che han dato vita ad uno spettacolo divertente, ma non straordinario.
Dopo una mezzoretta di attesa però ecco che piovono dal cielo i 5 ragazzi della Florida.... inizio col botto ovvero il primo singolo del nuovo album, l'omonima "Lights and sounds" seguita dal primo singolo del penultimo album "Way away". La scaletta era composta da una ventina di brani che han spaziato dai primi LP (la magnifica "Avondale") ai pezzi degli ultimi due album, le canzoni che han riscosso più successo comunque restano quelle contenute in Ocean Avenue (Believe, Empty Apartment, Breathing con cui è stato chiuso il concerto). Parentesi divertentissima a metà concerto quando han suonato "Say it ain't so" dei Weezer.... prima di iniziare il cantante ha disegnato una "W" con le mani per indicare il simbolo dei Weezer, il pubblico però ha capito che stesse facendo il simbolo della mussa e così è stato accolto da un inatteso boato! Wuahaahahahah!
Tirando le somme gli Yellowcard son stati protagonisti di una grande prestazione, coinvolgendo il pubblico senza però lasciarsi andare a sermoni fra una canzone e l'altra, ma puntando su acrobazie (soprattutto il violinista), accenni di stage diving sulla folla e temerari assoli di batteria e di chitarra fra una canzone e l'altra (ora ho capito perchè han cambiato chitarrista....).
Smentita anche l'idea che il successo incontrato negli ultimi 2 anni abbia dato alla testa a questo promettentissimo gruppo, a partire dal prezzo del biglietto (13 euri!!!) e dal piacere di condividere lo spettacolo col pubblico. A fine concerto Sean Mackin (cantante & violinista) è pure sceso fra noi mortali a firmar autografi e scattare foto. Solo che per subire i complimenti delle quindicenni tanto brufolente quanto arrapatissime merita il successo che ha avuto.... mitttico!!!!