Diario di viaggio di una mente malata
Avventura fra attimi di lucida follia e frammenti di ottimismo cosmico
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Nome: Fabio
23enne studente in scienze internazionali e diplomatiche, nuotatore, rocker, giocatore incallito di hattrick e PES 5, inviato speciale per punkwave.it
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Sono le 22.50 di domenica 26 dicembre. E' un momento per me molto particolare, sono tanti i pensieri da narrare....vedrò di procedere in disordine come al mio solito. Innanzitutto mentre io sto scrivendo il mio pc sta masterizzando il cd più diuretico che sia mai stato partorito sulla faccia della Terra. Si, avete letto bene, ho scritto "diuretico" . Un cd che contiene canzoni dei Blue, Aventura, Ramazzotti, Rasmus e merdaccia varia non può far altro che stimolare la diuresi. Nei casi peggiori porta anche alla defecazione violenta. Però da Milano l'ordine è stato perentorio e si sa, quando gli ordini arrivano da Milano non vanno discussi. Amen. Prima di andare a dormire dirò 10 "Padre Nostro" e mi sentirò la discografia completa dei Green Day, spero così di espiare almeno in parte il mio peccato. Probabilmente sentendomi i Green Day da 39/smooth fino a American Idiot arriverò all'alba di domani cioè quando mi metterò in viaggio per raggiungere i picchi innevati della Valtellina. Alle ore 5.13 si parte da Voltri con sci in spalla e fratello alle calcagna e si va a passare una mirabolante settimana a fare gli imbecilli su sci e snowboard. Per intercessione divina è anche nevicato in modo incredibile in questi ultimi due giorni, babbo natale è stato generoso! In questa settimana ci sarà anche Capodanno in mezzo, che dire, le prerogative per divertirsi ci sono tutte :-D Bubblin' Bubblin' Bubblin' Bubblin' Bubblin' Bubblin' Bubblin' Bubblin Bubblin' Bubblin' Bubblin' 25 e 26 dicembre sono anche i due giorni dell'anno in cui il risentimento suicida si fa sentire più forte e spesso si trasforma in pulsioni bulimiche da sfogare davanti alle varie tavolate imbandite ad hoc. Anche quest'anno mi son dato parecchio da fare per raggiungere anzitempo i beati territori di caccia ma neanche questa volta son bastate le 3 ore ininterrotte passate a onorare una portata dietro l'altra ieri per il pranzo di Natale e nemmeno l'1-2-3 con uppercut e gancio destro preparatomi da mia mamma oggi. Il mio piloro ha resistito ancora, altro che 24 Ore di nuoto! A Natale ho finito di mangiare alle 15, alle 15.30 ero brasato a letto. Risveglio in condizioni pessime alle ore 19 con bocca....cementificata! Tornando a discorsi musicali (ma di ben altro spessore) oggi è stato un grande giorno in quanto sono andato a provare in saletta con il mio gruppone. Eran presenti 3/5 del gruppo (Grillo assente ingiustificato, sai devo te lo infilo l'ampli??? :-) ma con un Puccio-cantante in forma formidabilmente alcolica e un Puccio chitarrista in formato pompiere: mi son bruciacchiato il naso e mezzo fuso gli occhiali. Cosa sia successo non è narrabile in questa sede.... Depa al basso invece è sempre più stucchevole, un genio. Il repertorio sta iniziando ad allargarsi in modo interessante, e soprattutto in modo decisamente "corporate punk" come piace a me. Sarò forse troppo egocentrico?? Devo lasciare più spazio agli altri?? Vedremo prossimamente, intanto abbiamo già iniziato a lavorare ad un pezzo nostro che ho tirato giù io e sta accontentando tutti. Vi dico solo una cosa, per ora son solo accordi....meglio chiudere, potrebbe uscire qualche rivelazione ancora più compromettente. E' tardi, domani si parte ma la Valtellina rappresenta solo la metà delle mie mete vacanziere. Dal 27 al 2 sarò in mezzo alla neve, dopodichè farò un salto a casa, giusto il tempo per buttare nella sacca cuffia, costume e occhialini quindi all'alba del 3 partirò alla volta di Cortona. Gare di nuoto. Sicuramente sarò in condizioni pietose in quanto durante le vacanze natalizie mi son allenato 2 volte e avrò i postumi di Capodanno sulle spalle, ma anche questa volta son sicuro di non lasciare insoddisfatti i miei supporter. Ormai ho capito come affrontare le gare, ma semmai approfondirò l'argomento in un altro post dove allegherò i risultati delle mie prestazioni. Saluti, caro blog, direi che per due settimane resterai così come sei privo di aggiornamenti, spero che qualche gondone si dia da fare per lasciare qualche commento. Ad ogni modo se qualcuno riesce nell'impresa di leggersi tutto questo ultimo post merita i miei AUGURI DI FELICE ANNO NUOVO, datevi da fare per spassarvela a Capodanno!!! Nos vemos pronto amigos!!
Ho sempre pensato che ricordarsi tutte le date di compleanno, anniversari vari, morte e distruzione sia una prerogativa esclusivamente femminile, però cavolaccio di uno sbarabaus, il 23 dicembre è un grande giorno per il sottoscritto. "Grande giorno" non implica il fatto che si tratti pure di un giorno che mi porta euforia, ma semplicemente che è un giorno che mi ha cambiato la vita. Ebbene si, chi, se non più di Marco Q. ha influito di più sulla mia esistenza.......rompendomi affetuosamente le gonadi per 16 anni di fila?? Il rapporto fra me e mio fratello sarebbe un oggetto di studio che darebbe parecchio filo da torcere agli stessi cervelloni della NASA. Occhi neri, finestre rotte, ciabatte che fanno il salto del poggiolo.....insomma, anche se mio fratello è stato il regalo di Natale più problematico che io abbia mai ricevuto non posso negare che ha contribuito in maniera decisamente originale a rendere estremamente "frizzante" la mia esistenza.
Tornando al discorso iniziale sul fatto che per noi maschietti certe date son difficili da ricordare, volevo scusarmi ancora con il mio mirabolante amico fiorentino Diego (col quale ho trascorso ben otto anni insieme fra medie e liceo) per essermi dimenticato di fargli gli auguri di compleanno che cadeva 3 giorni fa.
"Caro Culo, ti chiedo umilmente scusa con tutto il cuore per la mia grave dimenticanza. So benissimo che non te ne fotte un cazzo come non me ne frega un cazzo a me di essermi dimenticato. L'importante è che continui a punire in modo adeguato le pulzelle americane che impestano la tua stucchevole città. Ti auguro di passare un altrettanto mirabolante Capodanno anche se la compagnia non è proprio quella giusta (per ciò che riguarda la parte femminile, ovviamente).
Mi avvio verso il termine ricordandoti che io, al contrario di qualcun altro (ClaudioBassiVengoDaPegli), sul mio blog non ho fatto gli auguri a tale Stella dimenticandomi di te. Eccheccazzo, gli amici hanno sempre la precedenza, sennò se ci perdiamo subito dietro un po' di pelo possiamo anche andare in giro senza pantaloni. Diciamo che per me hai avuto la precedenza nelle dimenticanze :-DDDDD
E' giunto il momento di concludere il post e lo farò augurandoti un periodo di prosperità e lavoro intenso per il tuo amico più caro.
Con affetto
Puccio"
Sbarabaus.....molte persone mi hanno interrogato circa la provenienza di questa espressione, soprattutto dopo l'apertura di codesto blog. Ho così deciso di consultare il mio ego alla ricerca di una risposta, ma i risultati non mi sono poi così chiari. Al momento posso svelarvi che è un'espressione che ultimamente uso spesso nelle seguenti situazioni:
-quando mi viene posta una domanda a cui non so dare risposta. Pensateci, se fate una domanda e vi rispondono "Sbarabaus" capite che forse è meglio cambiare argomento di conversazione.....o che sarebbe ora di rivedere i propri discutibili rapporti col sottoscritto :-D
-quando voglio insultare qualcuno in modo amichevole. "Sei uno sbarabaus". Anche qui il destinatario dell'insulto capisce che è meglio cambiare argomento perchè il Q.I. della persona che gli sta davanti è troppo basso per lui.....o forse troppo alto ;-)
-quando sto parlando e non mi viene in mente la parola giusta. Anche io in questi casi usavo dire "il coso", "il cazzillo", "l'affare", "ma si, quello".....ma poi mi sono abbandonato ai piaceri e alle comodità dello "sbarabaus". Il fatto è che ho il terrore di tirarlo fuori durante un'esame all'università, v'immaginate la scena? "Signor Quartino, ci parli un po' dei codicilli che regolano la subordinazione del CDA rispetto alle scelte di mercato". "Ordunque, tutto si basa sullo sbarabaus che....."
-quando becco qualcuno su MSN e ICQ oppure devo iniziare un sms o un'email. "Ciao, come va" è un'espressione troppo banale, tutti la scrivono, ed è così banale che spesso quando la si legge si salta subito alla frase successiva. "Sbarabaus" invece è di libera interpretazione, sappiate però che nel 75,4253% dei casi significa "Ciao, io sto bene, belin, ma potrebbe andare meglio, soprattutto se il Fato e la Mussa mi fossero un po' più propizi......però guardando te ci ripenso e dico che anche così non va poi troppo male"
-ultima e non meno importante, quando percepisco che devo ruttare in modo fragoroso. La prossima volta che sentite un po' d'aria nello stomaco intenta a risalire provate anche voi. L'onomatopea di questa parola calza a pennello e il suono che uscirà dalla vostra boccuccia sarà ancora più gradevole del canto degli uccellini in primavera durante l'idillio amoroso.
Il motivo per cui ho scelto questa parola come indirizzo del sito (oltre lo ....splinder.com che era d'obbligo) è proprio per il fatto che in quel momento non sapevo proprio cosa infilarci. Ho così pronunciato la parolina magica ed ho pensato "Perchè no??".
Il fatto che sia anche il titolo di questo post è dovuto allo stesso motivo. Inizialmente mi son seduto davanti al mio strumento di guerra con l'intenzione di scrivere un post sui regali di Natale (perchè ne ho appena ricevuto uno veramente bello), ma il mio cervello ha iniziato da subito a brancolare nel buio e a pensare "Che cazzo scrivo??", "Sbarabaus!!". E così è stato.
Confesso che però non sono molto entusiasta della mia scelta perchè da adesso in poi tutte le volte che vorrò scrivere qualcosa e sono incerto sull'argomento non potrò giocarmi più lo "Sbarabaus". Insomma, mi son giocato l'asso nella manica alla prima mano! Pace, a me piace giocare così. Ora tocca a voi fare il vostro gioco!!!
Sbarabaus!!!
Consiglio: poiché il post seguente, come gli altri del resto, è parecchio lungo, per leggerlo in tutta comodità potete cliccare su “Preferiti” sulla barra di Explorer e poi su “Visualizza pagina in modalità non in linea” così ve lo potete leggere quando volete anche quando siete scollegati.
Premessa. La storia che state per leggere si è svolta nella località valtellinese chiamata Prato Valentino (cliccate sul link “montagna di pazzi”) dove durante l'ultima estate ho passato tre settimane di vacanza. La popolazione locale è costituita soprattutto da simpatici (e simpatiche....) milanesi che qui si recano per svernare durante l'estate….e per sciare d’inverno, ovvio. Ho deciso di pubblicare la seguente storiaccia per rendere omaggio agli amici con cui ho passato entusiasmanti momenti durante l’ultima estate e per dare una nota meno filosofica e più pucciesca al sito.
Ora mi fermerò brevemente a spiegare qualche dettaglio su coloro che appaiono nella storia:
-i gemelli Monfrini (Mario e Stefano), presso i quali sono stato clandestinamente ospitato per una settimana, perfetta sintesi di filosofi-dietologhi-culturisti-tamarri-punkettoni-casalinghi. Sebbene molte qualità citate siano antitetiche fra di loro, in questi due esemplari di bauscia coesistono perfettamente! Ovviamente la settimana in cui mi sono fermato da loro è la stessa durante la quale si è svolta la storia seguente….anche la casa era la loro MA NON DITELO IN GIRO!!!
-Alessandro "The Ray", anche lui ospite clandestino a casa Monfrini. Ragazzo dotato di una sensibilità artistica particolare con la caratteristica faccia da bravo ragazzo. Pronuncia aristocratica e nasino all’insù. Appena la sentite parlare però la prima cosa che vi viene in mente è “io non lo conosco!!!”. Insomma, era il capo di turno; anche per questo lo chiamavamo affettuosamente “Orso Bear” o “Papà Castoro”.
-Andrea ”Skià Lailoken MetalElf0 Pazzoscatenato Testadicazzo” Schiavini. Per quanto in questi ultimi due giorni mi sia sforzato di trovare le parole adatte per descrivervi questo mirabolante personaggio, tutto ciò a cui ho pensato non rappresenta neppure l’ombra di quel che è in realtà. Il suo personaggio appare solo a livello metafisico nella storia…..cioè colui che manovrava le corde del nostro destino alcolico.
-Masha e Vale “Zinni”, due ragazze che hanno interferito casualmente nella storia. Approfondimento d’obbligo, il soprannome “Zinni” è tutt’altro che casuale ed è riferito ad una specifica caratteristica fisica wuah ah ah…….ciao Vale!!!
Buona lettura!
Prendete quattro ragazzi le cui aspettative sessuali son pari a quelle di un branco di bisonti del Nevada in astinenza da 5 stagioni amorose, chiudeteli in una casa, circondateli di tutto ciò che è più caro al dio Bacco e mettete a loro disposizione le riserve alcoliche del papino. Alimentate la loro rabbia repressa con massicce dosi di Green Day, Goldfinger e Foo Fighters. Risultato: .....la storia che sto per raccontarvi :-)))
La stanza era intrinsa di un'atmosfera fulliginosa e gli occhi iniettati di sangue dei quattro ragazzi roteavano febbrili mentre eseguivano con ordine militaresco i preparativi per la serata che avevano deciso di passare da soli, lontani dal mondo crudele, protetti dalle mura domestiche. Disposto il loro arsenale alcolico sul tavolo iniziarono a scrutarlo con aria masochisticamente compiaciuta e con la stessa gioia di un interista dopo aver vinto lo scudetto.
Per ingraziarsi le bottiglie che si ergevano minacciose di fronte a loro decisero per l'occasione di assumere in tutto e per tutto un'identità alcolica: su ognuno dei loro calici scrissero il nome con il quale si sarebbero identificati per il resto della serata. Non si chiamavano più Mao, Ste, Belin e Ray......ma rispettivamente:
-Barney ovvero l'onnipresente ubriacone dei Simpsons.
-Onitsuka, che non c'entra niente ma il nome nipponico fa figo per cui va bene lo stesso.
-Boris, in onore dell'ex presidente russo noto, caso strano, per le sue uscite alcoliche. Chi di voi segue i Simpson saprà benissimo che i valori dell'etilometro di Winchester sono in ordine: basso, medio, alto, terribilmente alto, Boris Elstin.
-Bender, forse Futurama vi può venire in aiuto....
Terminata l'operazione e spinti dalla gioia perversa che li dominava diedero inizio alla serata alcool-filosofica. Per "riscaldarsi" iniziarono con l'assalire l'ottimo Lambrusco D.O.C. (Di Origine Cancarosa) spumeggiante, color colata lavica, dal gusto frizzante, ma dal carattere assai scontroso (soprattutto verso il Pancreas). Pressoché terminato il vino si lanciarono con un fare rapace sui cestelli di birra avanzati dalle precedenti serate e, fra un rutto e un insulto, terminarono anche quelli. Per armonizzare il sapore del vino con quello della birra utilizzarono generose quantità di punch. Sui loro visi, da orecchio a orecchio, iniziò a divampare un sorriso idiota e nei loro cuori si accese la consapevolezza che quella sarebbe stata una serata epica. Nei loro intestini invece......ma lasciamo perdere!
Una volta trovata la strada da percorrere, quella per il coma etilico, non restava altro che seguirla.....e il modo migliore che trovarono fu quello di lanciarsi sul mirto del papino e sulla bottiglia di "bevanda simpatica" su cui il buon Ray si era avvinghiato e invocava una sfida all'arma bianca per difenderla fino all'ultimo sangue. La questione fu semplicemente risolta facendo notare la pur minima differenza fra la circonferenza del suo bicipite e quello di Ste.....tenendo conto che in quel momento, a causa del volume etilico presente nelle pupille del Ray, aveva una visuale doppia della realtà, mollò subito la presa anche se non disdegnò qualche grugnito e qualche considerazione sulle bizzarre abitudini sessuali degli altri tre. Passati all'attacco delle due bottiglie non senza porsi domande amletiche tipo "ma se svuotiamo il bottiglione di mirto a papà, se ne accorgerà?", pressoché nello stesso istante balenò nei loro cervelli ormai ridotti a colapasta un'idea, anzi, "l' Idea" per dare un degno finale alla serata: riempire quattro bicchieri in "ordine alcolico" e cioè il primo con della birra, il secondo con del vino, il terzo con la bevanda simpatica e l'ultimo col mirto; quindi ognuno pescare una carta dal mazzo e colui con la carta più alta bere alla goccia il mirto, il secondo la bevanda simpatica, e così via. Il delirio spinse i quattro a porre una clausola dalla parvenza quasi insignificante, ma che un'ora dopo si sarebbe rivelata....tragica: se qualcuno avesse pescato il Settebello, per grazia ricevuta, avrebbe dovuto bere tutti e quattro i bicchieri. Rapido calcolo matematico, pescare una specifica carta da un mazzo di 56 corrisponde all' 1,7857% di probabilità.
Très bien, il Destino iniziò a mescolare le carte e fece si che uno dei quattro eroi pescasse quella fatidica. Il predestinato è la stessa persona che in questo momento sta scrivendo e ricorda benissimo come la visione del Settebello non aveva provocato in lui alcun timore, ma anzi, si sentiva pervaso da una scossa di euforia che lo spinse a smaterializzare i quattro bicchieri in tempi ai limiti dell'umana comprensione fra gli ululati d'entusiasmo degli altri tre amici. Questo fu il culmine, l'apice, il momento topico della serata. Al cervello inebriato dai fumi dall'alcool tutto appariva il contrario di tutto e le anime dei quattro spavaldi amici erano come barche a vela che navigano tranquille sospinte da un alito (etilico) di vento sul mare sinuosamente increspato, lontano dagli tsunami che abitualmente sconvolgono le loro vite nella "quotidiana normalità".
Un lampo all'improvvisò squarciò il loro nirvana, si aprì la porta di casa e un intruso (la Masha) li scortò verso il mondo esterno nel vano tentativo di permettere loro di smaltire almeno una minima parte di tutto ciò che avevano ingerito. Pia illusione.
Fin da subito il "mondo di fuori" li accolse in modo selvaggio e malvagio con urla del tipo:"siete dei bastardi, vi siete alcolizzati e non mi avete invitato, carogne" (Vale Zinni). A questo punto i quattro iniziarono a comprendere che ciò che era stato non poteva più essere e dovettero lentamente cercare di riambientarsi alla realtà loro circostante. Questa sorta di cammino morale aveva come meta la casa delle Gramegne, meta che, per quanto incitati dalle persone circostanti non fu mai raggiunta. Questo viaggio fu comunque teatro di bucolici episodi dato l'elevato tasso alcolico presente nei quattro per cui ogni scusa era buona per "appoggiarsi" in modo decisamente infingardo alle morbide curve della Zinni (il Ray) oppure delimitare il territorio di caccia con continue pisciate (gli altri 3).
Sospinte dall'alcool le lancette dell'orologio iniziarono a correre veloci verso l'appuntamento con la resa dei conti. Tornati a casa i quattro boyz incapparono nei famosi "postumi da sbronza" cosicché ci fu chi iniziò a ricordarsi delle proprie aspettative sessuali e tentò di accoppiarsi con un divano (il Ray, sempre lui), chi tentò fra una bestemmia e l'altra di ripetere le 400 flessioni fatte durante la precedente seduta alcolica rendendosi conto che questa volta aveva semplicemente.....bevuto mooooooolto di più (Mao?? non ricordo perchè io ero....). Colui il quale aveva pescato il Settebello era devotamente inginocchiato davanti all' "altare" (dalla vaga forma di latrina) di casa Monfrini e stava invocando tutte le sue divinità protettrici in compagnia di uno dei due gemelli (quello che non faceva le flessioni) che continuava a dirgli:"invece di farti il segno della croce cacciati due dita in gola". Capito che in quel momento le sue divinità erano altrove (a banchettare anche loro??) con un eroico sforzo ordinò al piloro di aprire le acque, anche se di acque non si trattava. Un boato squarciò la notte e delle cateratte dal colore indefinito iniziarono a inondare il bagno in cui si trovava lo sventurato. Lo scrivente preferisce sorvolare sugli altri particolari.....però si riserba di citare un particolare tanto simpatico quanto significativo: i vari schizzi che erano sparsi per tutto il cesso ci sono rimasti per tutti i giorni a seguire fino a quello prima della sua partenza (6 giorni dopo). Intuite il vago fetore di carogna che stagnava lì dentro wuah ah ah ah ah!!!!!
Come si è conclusa quella epica serata alcool-filosofica anche il sottoscritto deve terminare il proprio racconto e lo farà ricordando con commossa malinconia i mirabolanti momenti passati insieme agli altri tre che da compagni di avventura son diventati amici, amici sinceri a cui vanno le sue sentite preoccupazioni quando si trova brasato sulle spiagge di casa sua accarezzato dalla sabbia e baciato dal sole mentre gli altri tre vagano infelici fra le nebbie di Milano......bauscia che non siete altri, il Belin vi saluta raggiante e spera di vedervi il più presto possibile!!! Magari si...anche con qualche interessante bottiglia da svuotare!!!
Piccolo spazio dedicato alla riflessione. Per me il 2004 è stato un anno durante il quale ho dovuto effettuare parecchie scelte più o meno importanti per il mio proseguo. Probabilmente anche per molti di voi è stato così per cui, essendo ormai il 2005 alle porte, noi tutti siamo intenti a formulare considerazioni su queste scelte. Badate bene, ho volutamente evitato di usare l'espressione "fare il il bilancio" in quanto ritengo orrido tradurre in termini numerici i sentimenti, le emozioni, i momenti felici e difficili che si vivono nell'arco di un anno. Tutto ciò è quanto di più astratto e irrazionale che caratterizza l'animo umano per cui è completamente inutile la sola idea di tentare di sommare o sottrarre i momenti passati con la ragazza dei propri sogni con il giorno che ti sei piantato con la macchina.
Ultime parole di questo post dedicate ad un pensiero su Capodanno. Son sicuro che molta gente celebra con molta felicità queta festa in quanto vede in questo giorno una specie di "passaggio di consegne" fra l'anno appena passato e quello chesta per venire. La "gioia" in questione è determinata soprattutto dall'augurio, che io definirei piuttosto "illusione", che ci si fa sempre di poter vivere l'anno nuovo in modo migliore rispetto a quello che sta per terminare. La mia potrebbe sembrare una considerazione carica di pessimismo, in realtà è pessimistica la visione di chi celebra Capodanno in questo modo poichè in un momento che dovrebbe essere di felicità e di spensieratezza ricorda solo i momenti peggiori o comunque dà ai momenti più negativi un peso maggiore rispetto a quelli positivi.
Per il sottoscritto questa festa è quindi un momento di pausa dalle fatiche della nostra quotidianità, un momento in cui stacchiamo la spina, per cui va vissuto col massimo dell'entusiasmo, dell'allegria e della spensieratezza insieme agli amici e alle persone più care.
Traduzione: chi sa di dover passare Capodanno con me si dia da fare affinchè mi ricordi a lungo di questa festa :-)))))
Ora son veramente giunto alla conclusione, vi posto qui sotto il testo di una canzone che parla appunto di scelte di vita. Ci capita spesso di trovarci davanti ad un bivio "decisivo" e il modo migliore per affrontare la scelta è quello di fare ciò che ci sembra meglio. Una volta fatta la scelta non bisogna domandarsi cosa sarebbe successo se avessimo scelto l'altra strada, ma pensare solo a continuare il nostro viaggio per renderlo il migliore possibile e, nei momenti di difficoltà, trarre la forza dai bei momenti passati.
Non ho voluto mettere né il titolo né l'autore della canzone perché mi sembrerebbe un modo per banalizzare questa splendida canzone. Sicuramente molti di voi capiranno subito quale è leggendo le prime tre parole, altri leggendo il ritornello. Chi non la conosce e vuole saperlo provveda a contattare il sottoscritto. Ci tengo a specificare che non è un quiz per cui evitate i post inutili con scritto "io lo so che canzone è.....". Buona lettura!!!
Another turning point, a fork stuck in the road.
Time grabs you by the wrist, directs where to go.
So make the best of this test and don't ask why;
it's not a question but a lesson learned in time.
It's something unpredictable, but in the end is right.
I hope you have the time of your life.
So take the photographs, and still frames in your mind.
Hang it on a shelf of good health and good time
Tattoos of memories and dead skin on trial.
For what it's worth, it was worth all the while.
It's something unpredictable, but in the end is right.
I hope you have the time of your life.
"Tutto ha un principio
e in questo principio è insito
il germe della fine.
Questo Blog è il principio
della fine"
"De rerum naturae et mussarum" di S.B. Arabaus
E' lungo tempo che ho il malsano desiderio di raccogliere i miei ancor più malsani pensieri da qualche parte. Avevo già iniziato a scribacchiare qualcosa sul mio fido computer in quanto, non avendo molta fiducia sulla volatilibilissima carta, ivi ho la possibilità di aver tutto comodamente sotto mano. Il fatto di poter disporre di uno smilzo spazio sulla rete mi ha invogliato a cimentarmi nell'impresa di costruirmi un blog personale, ma confesso che la scintilla che ha scatenato tutto ciò è stata una discussione con un mio amico filosofo, nonchè idealista del cazzo, qualche sera fa sulla mai così deserta passeggiata di Arenzano (ciao Ste :-)))) L'argomento discusso era appunto l'inutilità di aprire un Blog, wuah ah ah!!!
Che dirvi, il mio progetto è quello di costruire una sorta di diario di viaggio da poter leggere, rileggere e aggiornare nei momenti in cui non sono in piscina (eh si, a volte succede), non ho voglia di studiare (....raramente :-))), non mi chiama né la chitarra né qualcuna delle mie fans (mah.....) e soprattutto quando non ho voglia di giocare a Scudetto, Unreal Tournament o Pro Evolution Soccer.
Ordunque, essenzialmente questa è una pagina ad uso personale. Ad ogni modo la partecipazione di tutti coloro che transitano da qui penso sia fondamentale sia per la proposta di nuovi argomenti e nuove idee, aiutando a correggere errori o incoerenze temporali presenti.........ma anche lasciando un semplice post dove potete dare sfogo alle vostre più perverse idee.
See ya amigos!!
F. Q.